Ciao Cactus! Oggi vi voglio parare di un breve racconto che ho concluso da poco. Stiamo parlando de: "Azzurrina" di Luca Marini. Di seguito l'introduzione e poi ne parliamo un pò insieme.

L'INTRODUZIONE
Non ti ricordi?
Davvero?Non ricordi quando sei andato al Castello di Montebello con quella troupe di investigatori?Pensavo avessi capito che quella notte ti avrebbe cambiato la vita per sempre.
Racconto Horror basato su una storia vera.Il mio primo racconto scritto in SECONDA PERSONA.Il protagonista di questa storia, sarai tu mio caro lettore.



AZZURRINA
Il libro si concentra sulla storia di Azzurrina, nata intorno al 1370.                      Sarebbe stata figlia di Uguccione di Montebello e, sarebbe scomparsa il 21 giugno del 1375, il giorno del solstizio d'estate.
Azzurrina è descritta, sia nel libro che nella legenda, come una bambina albina. In quel tempo veniva collegato l'albinismo a eventi di natura diabolica. La madre decise così di tingerle periodicamente i capelli e perfino le sopracciglie di nero. Questo però non la mascherava del tutto. I capelli albini, infatti, non essendo in grado di trattenere il pigmento, permettevano alla sua chioma di essere osservata  per i riflessi azzurri che riprendevano il colore dei suoi occhi. 
A causa di questo fatto, il padre decise di farla sorvegliare sempre da due guardie e di non farla uscire dal castello, proteggendola così dalle dicerie e dal pregiudizio popolare.

Come ci narra la breve storia di Luca Marini, il 21 giugno del 1375, mentre il padre era lontano da casa, Azzurrina giocava con una palla di stracci quando cadde all'interno della ghiacciaia sotterranea, dalla quale non uscì più.
La leggenda vuole che il fantasma della bambina sia ancora presente nel castello e che torni a far sentire la sua voce ogni cinque anni, in concomitanza con il cadere del solstizio d'estate.

La storia, come detto prima, è scritta in seconda persona, rendendoci così partecipi di un'avventura a dir poco paurosa. Lo stile di scrittura è semplice ma allo stesso tempo elegante, una lettura piacevole anche se breve. Mi piacerebbe ritrovare questo stile e, questa storia, in un romanzo più complesso e dettagliato. Ma, nonostante il limite che aveva l'autore, 3000 caratteri, il racconto riesce a tenerci incollati alle pagine e scuoterci nel profondo.

Non amo particolarmente il genere Thriller \ Horror ma questa volta sono rimasta colpita sia dal tema, quindi dalla legenda che fa da protagonista principale, che dal modo in cui viene trattata e raccontata.
Un breve racconto che consiglio a tutti, soprattutto in questo momento in cui molti trovano difficile concentrarsi mentalmente per una lettura più corposa. Essendo infatti breve, è ideale per distrarci dalla quotidianità.

Ringrazio ancora l'autore per avermi permesso di leggere "Azzurrina".
Noi ci vediamo Lunedì con un altro articolo.
Ciao Cactus!🌵


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